Da non perdere - Sagra del Tartufo Sant'Agostino

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Sagra e Dintorni: alla scoperta del nostro territorio

Gustare  i  prodotti  o  i  piatti  tipici  in  sagra  significa  entrare  in contatto con la storia e la tradizione  del  territorio   che  si  visita.   Per  gli  amanti  della  natura  e  dell’arte  ecco  tre proposte da affiancare all’esperienza gastronomica della Sagra del Tartufo di Sant’Agostino. Un’ottima  occasione,  prima  o  dopo  aver  gustato le nostre proposte culinarie, per stare a contatto con la natura, fare una bella passeggiata e conoscere meglio il patrimonio culturale del nostro piccolo ma bel territorio rurale.


Il Bosco Panfilia è un'importante area vegetazionale di circa ottanta ettari, situato al confine tra la provincia di Ferrara e di Bologna. Sorge nel comune di Sant'Agostino, in un'area golenale del fiume Reno, che lo innonda periodicamente durante le sue massime piene.
Nel 1971 la Società Italiana di Botanica ha classificato questo bosco come "biotipo di rilevante interesse vegetazionale" sia per la composizione della flora, sia per l'ambiente unico del "bosco che si allaga". La sua formazione è attribuibile all'assestamento della omonima Rotta Panfilia collocabile nell'anno 1714.

La vegetazione
La vegetazione dell’area, insediata su un suolo di origine alluvionale composto da stra- tificazioni alternate di depositi sabbiosi e argillosi,  presenta elevate  caratteristiche  di bosco fluviale,  essendo localizzato  prevalentemente in ambito golenale,  invaso  dalle piene autunnali e primaverili. L’area si sarebbe formata circa 300 anni fa, conseguentemente alle problematiche idro- geologiche del fiume Reno.  Il cuore della foresta, per circa 80 ettari in sinistra Reno, è di proprietà demaniale regionale: 50 ettari circa sono di bosco naturale e 30 di pioppe- to specializzato; nel  complesso il 54% del sito è coperto  da boschi misti  di  latifoglie, mentre le culture pioppicole occupano circa il 20%. All’interno del Bosco crescono diverse specie arboree.  Il  piano  dominante  è  tuttavia costituito da farnia, pioppo bianco, frassino ossifilo e salice bianco.  La  robinia pseudo- acacia, pur non essendo specie autoctona, è presente in modo massiccio con esemplari di notevole altezza. Nel piano dominatotroviamo:olmo campestre, acero campestre, gelso bianco e qualche esemplare di sanguinella, prugnolo, nocciolo, biancospino, sambuco, ligustro  e  indaco bastardo. Lo strato erbaceo è dominato dalla carice maggiore e dal rovo. La zona della “Bisana” è ricoperta da un piccolo bosco nato spontaneamente in seguito alla costruzione del “catino”. E’ un  bosco formato da flora autoctona  e  molto simile a quella presente nel Bosco Panfilia:pioppo bianco, farnia, olmo, salice bianco, robinia, biancospino, nocciolo, frangola.

Tartufi & Funghi
Il Bosco Panfilia, ha  da sempre  rivestito una notevole  importanza nel sostentamento delle popolazioni locali sia per l’approvvigionamento di legna da  ardere sia  per la rac- colta dei prodotti del sottobosco quali carrube,  funghi  e  tartufi.  E  sopratutto  questi ultimi, grazie alla particolare conformazione  della  flora arborea  e  dell’ambiente, pre- sentano caratteristiche organolettiche uniche.

Famosissimo è il bianco pregiato Tuber magnatum Pico, che cresce quasi esclusivamente in Italia ed in alcuni paesi della Ex-Jugoslavia. E' il tartufo per eccellenza, e il suo aroma e il suo sapore unico lo rendono conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Nel Bosco Panfilia trova un'ambiente ideale alla sua proliferazione: qui riesce ad aquisire aromi e sapori particolarmente intensi nonchè una propria forma particolare, non regolare ma bensì bitorzoluta.


Altrettanto abbondante e qualitativamente di rilievo  è  il  tartufo nero liscio Tuber macrosporum Vitt., il quale  si  trova in quantità rilevanti solamente nel Bosco Panfilia, in alcune zone pianeggian- ti della  Lombardia  e  in  Ungheria.  E’ il tartufo tipico del nostro bosco, un prodotto commercialmente di nicchia.  Raggiunge pez- zature massime attorno ai 20g ed è il tartufo nero più saporito e profumato che più si avvicina alle caratteristiche  del bianco. La raccolta dei tartufi è regolamentata a livello provinciale.

Questo bosco riveste inoltre una grande importanza in quanto “area relitta” nella quale è possibile incontrare specie di funghi ben difficilmente reperibili nel resto del territorio, siano esse d’interesse prettamente scientifico, così come d’interesse “mangereccio”. Tra queste ultime, vanno  citate  specie di pregio come le Morchelle, i Pioppini ed il co- mune e ricercatissimo Cappelletto, un pezzo forte della tradizione gastronomica locale.

                               
Per la raccolta dei funghi, come  previsto dalla  Legge Regionale (L.R. n. 6 del 2 aprile 1996), è necessario munirsi di apposito tesserino in vendita presso gli esercizi conven- zionati (a Sant’Agostino, Edicola “Il Punto”).

La Fauna
Gli uccelli rappresentano la fauna principale del bosco,  sia per le specie presenti tutto l’anno, sia per quelle di passaggio.Gli uccelli maggiormente  presenti sono: il merlo, lo storno,  la cornacchia grigia, la ghiandaia, il fringuello, il verdone, il rigogolo, il picchio verde e il picchio rosso maggiore e diverse altre specie. Tra  i  mammiferi  più  importanti  ricordiamo  la  lepre, il ghiro, la talpa e la volpe; da sottolineare la presenza della puzzola. Anche i rettili sono discretamente rappresentati e tra questi si segnala la natrice dal collare e la tartaruga d’acqua (Emys orbicularis). Entrambe sono rinvenibili sul fiume non lontano dalla riva.
Mentre la tartaruga è specie in progressiva rarefazione nel nostro  paese,  la  natrice  dal  collare è un ofide piuttosto comune nell’habitat adatto.  Si  vuole infine evidenziare la presenza di alcuni anfibi come la raganella, la rana dalma- tina ed il rospo, diversi  molluschi  e  tantissime  specie di insetti. La  rana  dalmatina  è una  specie poco legata all’acqua in senso  stretto e  comune  nel  suolo  anche  secco, sia del pioppeto che della foresta vera e propria. Dove  il  suolo è  umido si può incontrare anche il rospo (Bufo bufo), di  abitudini  più  notturne rispetto alla rana dalmatina e quindi difficilmente osservabile.

Visite al Bosco
Il Bosco Panfilia è visitabile, sia a  piedi sia in bicicletta, in ogni stagione dell’anno, preferibilmente nei mesi primave- rili e autunnali. Sconsigliamo le visite quando l’ambiente è molto umido: dopo le esondazioni del Reno, le piogge  e le nevicate.  All’interno  del   bosco  non   esistono  strutture attrezzate per il riposo ed il ristoro. All’ingresso principale (via del Cavo) esiste un piazzale per il parcheggio dei  mezzi  motorizzati e per la sosta, munito  di fontana con acqua potabile. Ed è presente un’area  ristoro attrezzata con panchine e gazebo. E’ possibile parcheggiare anche in vicinanza della seconda entrata, quella pos- ta in fondo a via Boschetto. Bene premunirsi di adeguato equipaggiamento (scarponi o stivali, pantaloni lunghi, giacca a vento) oltre a un buon binocolo.  I  sentieri sono per- corribili sia a piedi sia in bicicletta. E lungo il viale principale, sono  collocate  panchine in alcuni suggestivi punti panoramici.
Chi è interessato a visitare il bosco,  con  l’aiuto di una guida,  può  contattare  l’ufficio Relazioni  con il pubblico del Comune di Sant’Agostino,  la Proloco, l a sede del WWf,  o l’Associazione Micologica Bosco Panfilia. I gruppi  in  visita comprendenti più di 20 persone  devono  comunicare  alla  Provincia (almeno 10 giorni prima) la data e l’ora previste di accesso e di permanenza nel bosco, al fine di consentire, in caso di presenza contemporanea di gruppi molto numerosi, una limitazione e una regolamentazione dell’escursione. Numero telefonico a cui comunicare la visita: Provincia di Ferrara, Servizio Naturalistico e Difesa del Suolo, tel. 0532 299725.

INFO:
WWF Sezione Alto Ferrarese: altoferrarese@wwf.it  tel. 0532 84168
Associazione Micologica “Bosco Panfilia”, tel. 0532 350335, renzofregni@alice.it
L’Oratorio Ghisilieri - Chiesa Vecchia (San Carlo)

L’Oratorio Ghisilieri - Chiesa Vecchiadi San Carlo (Fe), è una piccola chiesa barocca del Seicento di notevole interesse architettonico, storico e artistico. Consacrata e dedicata ai Santi Carlo e Benedetto, è il più antico esempio di architettura religiosa e artistica del Comune di Sant’Agotino e da essa ha preso il no- me il paese di San Carlo. Venne  eretta  nel  1685,  per  volontà  del  senatore Francesco  Ghisilieri (1650 - 1712),  mecenate e pro-  tettore d elle arti  bolognesi che  qui possedeva  terreni e una  residenza di campagna (Palazzo Ghisilieri).

Ideatore e autore di questo edificio  è  l’architetto bolognese Agostino  Barelli (1626-1697), noto  per  aver   esportato  il barocco italiano in Baviera. Molto  interessante il richiamo  e l’ispirazione, per dedica, forme e pianta,  alla  chiesa  di San Carlo alle Quattro Fontane (1638-1667), eretta a  Roma  dal grande architetto barocco Francesco Borromini (1599-1667). Al suo interno è possibile ammirare gli affreschi seicenteschi opera di Biagio Bovi, di scuola carraccesca e Tommaso Aldo- vrandini, noto quadraturista italiano (1653-1736). Pregevoli la bella pala dell’altare maggiore attribuita sempre a Bovi e la tela intitolata “Sant’Antonio da Padova inginocchiato davanti al Bambino Gesù” opera del Guercino e Benedetto Gennari Junior (Cento 1591-1666; Cento 1633-1715).

Suggestiva la composizione in cotto del “Compianto” di Cristo morto, ricostruzione di una più antica scultura lignea andata distrutta, ubi- cata in una cappelletta esterna all’edificio.

Info e visite guidate:

Associazione Oratorio Ghisilieri - Chiesa Vecchia di San Carlo, via Chiesa 15, 44047 San Carlo (Fe) Tel/Fax: 0532 84146
Museo Ferruccio Lamborghini

Meta di  visitatori provenienti da tutta  Italia e  dall’estero,  questo  museo  è al top al mondo per  conoscere la storia dell’universo  Lamborghini  e  del  marchio  del  “toro”. Un viaggio  emozionante attraverso  gli audaci  sogni di  Ferruccio  Lamborghini,  e  le sue creature più belle, dal primo trattore alle più dirompenti automobili di tutti i tempi.
Una volta  dentro  si  rimane  incantati da  un’atmosfera quasi irreale e al contempo magica, fatta di luci e colori. Lo sguardo è  attratto subito  dalle automobili create  da Lamborghini per sfidare Enzo Ferrari, in particolare dalla Miura, personale di Ferruccio, e dalla Countach, bellissi- me con le loro lucide carrozzerie. Impressionano anche la 400 GT, la Espada, la Urraco, la Jarama, la Islero e altri dieci prototipi unici al mondo. Sono esposte tutte le produzioni: trattori, bruciatori, caldaie, vini, golf cart e l’elicottero creato da Ferruccio.
E più di mille sono le foto tratte dall’archivio storico della famiglia che, appese alle pa- reti, accompagnano il visitatore  in un percorso imperdibile fra storia, leggenda, genio e tecnologia.

Visita possibile tutti i giorni, festivi compresi, prenotandosi al 347 5329320.


13/02/2020
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